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Media Valle del Simeto

Nel suo medio corso, il fiume Simeto scorre da nord a sud fra le nude colline, ultime propaggini dei Monti Erei, ed il massiccio dell’Etna. Sul versante etneo, a breve distanza dal suo corso, in posizione un po’ piu’ elevata, si sviluppa una sequenza di centri abitati.

Le campagne circostanti, dal fiume alle prime pendici del vulcano, sono costituite da rigogliosi agrumeti. Poi, man mano che si risale sulla “Montagna“, si incontrano frutteti, quindi boschi di lecci e roverelle, poi splendide pinete fino ad incontrare, verso i 2.000 metri di quota, il deserto vulcanico.


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Sparsi sulle pendici, decine di crateri laterali, alcuni di grande dimensione, altri piccoli; alcuni, i piu’ giovani, ancora nudi e neri, altri rivestiti di vegetazione arborea o arbustiva. Qua e la’ ampie superfici ricoperte di aspra lava, talora ancora nera, giovane, talaltra gia’ brunita dal tempo, antica. La media valle del Simeto fu abitata in epoca preistorica e fu sede, assieme alle colline prospicienti la Piana di Catania, dei piu’ importanti insediamenti siculi.

Vicino Adrano sorgeva l’antica citta’ del Mendolito, e Adrano divenne nota in epoca romana. Un’importante via di transito, fra Troina e le falde dell’Etna, richiese in epoca incerta la costruzione di un ponte oggi denominato “dei Saraceni“, restaurato e meritevole di una visita. Di un altro ponte, ancora piu’ antico, quello di Pietralunga, sulla via fra Centuripe e Paterno’, rimangono pochi elementi. Il normanno Ruggero, Conte di Sicilia, fece costruite lungo la valle una cintura di fortilizi, simili l’un l’altro, che troviamo ad Adrano, Paterno’ e Motta. Sono essenzialmente delle torri ad ampia base quadrata, tecnicamente chiamate “dongioni“. Restaurate e in parte adibite ad esposizione di collezioni museali, sono tutte visitabili.

Possono compiersi belle passeggiate lungo le sponde del Simeto, per ammirare le gole scavate dal fiume in un antico letto di lava, oggi protette da una Riserva naturale orientata, denominata “Ingrottato lavico del Simeto“. Affascinante e ricco di fauna specializzata, l’ambiente lacustre che si e’ sviluppato attorno al bacino artificiale creato dalla diga di Ponte Barca. Ai piedi della rupe su cui sorge Motta, e’ stato di recente ideato un sentiero naturalistico che consente di ammirare dal basso il “neck”, cioe’ il collo del vulcano che non riusci’ mai ad entrare in attivita’. Su di esso sorge il castello. L’itinerario consente anche di apprezzare l’interessante fenomeno dei calanchi d’argilla nella sottostante vallate dei Sieli.